Il cristo in croce ci spaventa sulla pianura del paradiso

Come stormi di cornacchie petulanti

planiamo nelle colline del purgatorio

Credo in te

anche se non ti ho mai visto

Ho poca fiducia in me stesso

anche se mi guardo ogni giorno allo specchio

Il pianto alleggerisce lo spirito è vero

ma non cancella il dolore dal petto

Pensarsi liberi dentro un utilitaria mentre si va al lavoro

Pensarsi liberi nello sbirciare i cazzi del vicino che litiga con la moglie

Credersi liberi

ammanettati ad una società e a delle tradizioni

che contrastano con il nostro pensare

Minuscole formiche che i sbranano fra loro

per difendere un formicaio

che mai gli apparterrà

Il galeotto urla al cielo

”potete rinchiudermi in isolamento,ma non potete togliermi la libertà di sognare”

povero illuso

nella solitudine

i sogni si fanno incubi

e senza accorgertene

ti ritrovi barcollante sullo sgabello

che stringi il nodo attorno al collo

Ho visto le speranze volare verso l’orizzonte

sfiorando le onde del mare

le ho viste stanche di sbatter le ali

e lasciarsi affogare tra i sorrisi delle genti

Niente razza

nessuna lingua

alcun colore della pelle

i destini si somigliano tutti

e tutti finiscono in ugual modo

Tra le braccia della morte