Ora che sono solo
e neppure una sola illusione
m’accompagna nei progetti del giorno,
provo a dipingermi un volto
nella mia fantasia,
ma non è il tuo viso,
è un’espressione di sguardo
intravista in un sogno
o nei bagliori del sonno
quando a sera
entrano le chimere del mondo
nel mio letto di pena
a conciliarmi con le sconfitte del giorno.
Ed io conservo
in memoria
quella bocca e quegli occhi
nei ricordi delle ore
che mi vedono solo
a trascinare
un mio stanco rituale
nella spenta prigione della mia casa
e mi chiedo talora
quali sogni ed aurore
si nascondano chiuse in quello sguardo
che non conosce la luce del giorno.
Ed aspetto di nuovo la sera
che mi vengano incontro
quel sorriso o il suo nome
e una persona che mi tenda la mano
e mi porti lontano
e cominci una storia
che illumini il tempo di questa oscura
stagione che mi macera dentro.