E allora dunque la gioia è solo un sogno,
sul tardi, quando le ore inclinano
ai vapori leggeri della sera
e non ci resta null’altro
che una trepida attesa della quiete?
Vorrebbe ribellarsi la voce
che ci accompagna nel ruminare
affollato di speranze e rimpianti,
e un disperato bisogno ci sorprende
d’un antico ma rinnovato tepore,
che ci accolga nelle braccia del sonno.
E cosa è mai questa gioia che ci tenta
in un ultimo assalto con la furia
e la dolcezza del ricordo
e con la carezza d’un volto
che disegna un futuro di bene
nei nostri pensieri?
L’incertezza ci cinge la testa
come un giorno in cui in cielo
s’alternano qualche sprazzo di sole
e squarci improvvisi di nuvole nere
e non c’è risposta alle nostre domande,
che restano sospese
nella greve atmosfera d’un orizzonte
senza un filo di luce,
e ii mistero che le circonda
ci avvince nel buio e ci sospinge
nella notte più inquieta.