S’insinua nei miei pensieri
la mia attesa di te
e li divora come un lupo affamato
che azzanna la sua preda
e lascia un vuoto nella mia mente,
ed io mi sento perduto
proprio come un vascello impazzito,
che ha smarrito ogni rotta
e più non le ritrova anche con onde amiche
e l’auspicio del vento.
Rimane lo sgomento della mia solitudine,
che colora il mio tempo
delle ossessioni dei giorni d’inquietudine.
avvinghiati al mistero del tuo porto,
che io cerco con rabbia, nell’ansia di trovare
un rifugio per la sete di te,
che m’attanaglia e mi consegna
a una pena severa, che è il mio continuo vagare
sulle tue orme disfatte.
Ed io spio il deserto
che ora urla la mia attesa di te,
una fiamma sospesa in un buio di tempesta,
e si riaccende ogni tanto nel cielo
un’ultima finestra sul tuo mondo,
una tremula luce, che resiste spaurita
ai sibili del vento ed alla sabbia,
e rimbalza tuttora nella notte degli astri
come flebile eco della tua scomparsa,
mentre erro disperso
nella sterile impresa di cercarti.