John Upgood

NEL GRANO DELLE COSTELLAZIONI

Nei venti aridi del mattino la parola fiorisce
che ancora non conosci mentre cammini
per breve tempo ancora nella luce
con le tue crudeltà e i tuoi misteri


con i tuoi ozii e la tua febbre
sazio come coloro che vivono
non mai sazii, come le cime

dei più alti rami.


Quella parola non fu neppure taciuta,
solo il ginepro ardente si consuma
per volontà di dire la vertigine lunga del mare
nei perdimenti dei voli sul filo dell’arenile.


Vanamente tu credi di averla udita una volta
dalle labbra di quelle fanciulle
che al cuore cupo dell’alloro s’avvicinano dolci
come le piogge notturne al limite della pineta.


Vanamente tu credi di averla perduta una volta
nel brusio di una lenta estate,
quando ondeggia la conca del cielo
nel grano delle costellazioni.

Ferruccio Masini