Un altro paese,
superstite alla lebbra degli anni
e alla scomparsa degli affetti più cari,
una teoria di case e di strade,
di cortili e di piazze,
scampate alla luce d’oblio,
che inonda il nostro mattino
e lo consegna a un presente
colmo di nostalgia
per una memoria che è ancora viva
nelle nostre giornate…
C’era una gioia per queste strade affollate
che richiamano uno sciame di ricordi,
ora c’è solo uno squarcio di cielo
a rammentarci che siamo ancora in piedi
e le persone ci sembrano fantasmi
d’un’antica stagione d’allegria.
E noi ci trasciniamo
in una giostra di volti e di rimpianti
che ci sfilano accanto
e più non distinguiamo
a chi ci rivolgiamo nei nostri saluti,
a passanti già pregni di futuro
che rispondono lievi al nostro buongiorno,
o larve redivive, incattivite
da una sorte crudele,
che ci aspettano occulte per questi cortili.
E su tutto c’è un cielo senza cuore,
indifferente alle nostre emozioni
e solo innamorato della luce del sole.