Remus Tiplea

IL SABATO SERA

Il vento tace, la baia è uno specchio,

il mulino ad acqua si è assopito, la vela è calata.

I buoi son lasciati al pascolo,

tutto si prepara per il giorno di riposo.

Uno stormo di beccacce vola sul bosco

mentre il bracciante suona la fisa presso al magazzino,

si scopa la veranda, si rastrella il cortile,

si bagnano i giardini, ammirando i lillá.

Nelle aiuole, le bambole dei bimbi

sotto le corolle di tulipani multicolori,

la palla è rotolata via sull’erba al buio della sera,

la trombetta è affondata nell’acqua del barile.

Le verdi persiane sono già chiuse,

i cancelli serrati, le porte sprangate,

la signora va ella stessa a spegnere l’ultima luce,

fra poco tutti in casa dormiranno.

La dolce notte di giugno si assopisce piano,

le vecchie pale del mulino a vento son ferme,

ma sulla riva si sente ancora il rumore del mare:

come un eco lontano delle passate tempeste.



August Strindberg