La poesia è l’alter ego dell’amore e l’uomo non può vivere senza amore, come non può vivere senza poesia. Per meglio dire, l’uomo può vivere anche senza amore e senza poesia, ma non vive bene. La vita è amore. La vita è poesia. E soltanto se l’uomo riesce a vivere con amore e con poesia conduce una vita felice. Se l’amore e la poesia sono caratterizzate da una dimensione sentimentale per antonomasia in cui si gioca la partita della volontà di ciascuno di noi, significa che è importante come si determini il carattere nelle vicissitudini dell’esistenza di ciascuno tra tutti e insieme a tutti.

Il carattere è della persona, della persona nel suo particolare, e, considerando la persona come unitotalità somato-psichica-spirituale, possiamo dire che il carattere non è determinato soltanto dalla natura biologica, ma si può plasmare, si deve formare, affinchè le sue movenze nei comportamenti, nelle azioni, nelle sue creazioni siano capaci di crescere in conformità a un’educazione sentimentale. Amore e poesia si intrecciano nelle loro nature. L’amore è caratterizzato da un anelito a raggiungere l’altro, ad una in-medesimazione che comporta empatia, ma nello stesso tempo ricerca soprattutto unione. Unione a completamento di quello di cui ci sentiamo mancanti. Nell’altro ricerchiamo quello di cui siamo poveri cercando ricchezza, ma abbiamo bisogno anche di donare la nostra povertà che è ricchezza, vista dalla parte dell’altro, dacchè il gioco è speculare. La stessa cosa avviene nella poesia, per meglio dire nella voce poetica. Il poeta infatti fa per-sonare la sua voce attraverso la parola. La parola si fa poetica, in quanto detta dal poeta, ma è poetica nella misura in cui riesce a stare nella stessa dynamis dell’amore. Difatti la parola poetica si gioca tutta nella partita del significante, flatus vocis, che tenta di farsi significato. Quando il significante anela a in-medesimarsi col significato, quando cerca in modo appassionato di congiungersi al significato. Stessa cosa avviene specularmente per il significato, che cerca, anela al significante.

Il pathos dell’amore e della poesia sono la faccia della stessa medaglia. Potremmo dire di essere davanti ad una felicità sofferta che è anche sofferenza felice. Non sembra di stare a parlare della vita stessa? Ecco allora che nella coincidentia oppositorum di felicità e sofferenza sta tutta la valenza del perchè vita amore e poesia coincidono nella loro medesimezza. E del perchè l’uomo non può fare a meno di vivere con amore e con poesia. Poesia caratterizzata come amore da quella volontà di sapere che non sarà mai appagata, come ci ha insegnato Platone parlandoci, per l’appunto, di Eros, figlio di Ricchezza e Povertà. Il segreto della poesia allora sembrerebbe abitare proprio nella parola velata da una certa oscurità del significante alla ricerca di significato, alla ricerca di svelatezza e di luce che si approssimano nella radura di luce di una ricerca ermeneutica infinita. La poesia ondi-vaga, come Eros, tra ricchezza e povertà, dalla velatezza oscura del significante alla Lichtung del senso e del significato, che a sua volta non può fare a meno del significante, ma soprattutto di quel significante, che è la parola per-sonata dalla voce del poeta.