E’ che spalancata e notturna

non ti ho mai avuta, che stringi

in file di tetti il fumo, che dialoghi a terra,

sei riva e fiume nel mio cercarti, passando

per via Santa Caterina.

Le madonne africane sembrano dei manganelli

di ebano, resina, odio. Come hanno saputo vivere

tutte queste cose in una sola vita?

Tutto il mare con l’occhio celeste

poi la nebbia che salmodia nel ghiaccio

o era neve a dicembre, gennaio, febbraio.

E’che spalancata nell’inverno mi porti

dove non sarò più, che sono di porte e finestre i quartieri

e se ci osservano è ancora un foglio di via.

Mia madre coltiva la sua sconfitta

nelle foglie nei nervi nell’humus, come hanno potuto

fare di lei una bellissima cosa

tutti gli anni di questa menzogna?

Per tutta la via con un fiato di cagna

volevo solo resistere alla mia specie

volevo chiederti amore volevo

raggiungerti nella dittatura.