Sonny Kreutz

BLUES DELL’ACQUA PESANTE

La radio insegna il jujitsu al mio pesce rosso,

sono innamorato di una pescatrice–sub

che vive sott’acqua, i miei vicini sono

linguisti ubriachi e io parlo farfalla,

la compagnia elettrica minaccia di scollegarmi il cervello,

il postino continua a ficcarmi del porno nella buca,

mi è morto lo specchio, e non so se faccio ancora riflesso,

gli occhi li ho messi a dieta, le mie lacrime stanno prendendo troppo peso.

Ho attraversato il deserto in taxi

solo per essere chiuso in una piramide

con la faccia di un cane

sul mio fiato.

Sono andato a un ballo in maschera

travestito da me stesso

riconosciuto

da nessuno dei miei amici.

Ho sognato di andare a un party poetico di John Mitchell

col mio cervello in forma virginale.

Metti l’argento nel fornello del barbecue

i cinesi ci bombardano di atomici ristoranti.

La radio insegna il jujitsu al mio pesce rosso,

la mia vecchia si è messa a fare la sub e dorme sott’acqua,

vado in giro con un linguista ubriaco, che parla la farfalla,

e rappresenta l’industria dei bruchi cingolati

a Washington DC.

Non capisco mai i desideri o le speranze degli altri,

finché non coincidono coi miei, poi ci scontriamo.

Ho la prova schiacciante che la cultura dei cavernicoli

sia scomparsa per la loro incapacità di produrre riviste

distribuibili da un ragazzo in bici.

Non leggere tutti questi libroni sulla vita di Dio,

si dovrebbe osservare che sono stati scritti da uomini.

È giustissimo scagliare la prima pietra,

se ne hai qualche altra nelle tasche.

Televisione, ultima consolazione americana

dal cruccio degli indiani.

Spero che quando vinceranno le macchine,

non costruiranno uomini che si rompano

subito dopo essere stati pagati.

Rifiuterò di andare sulla luna,

a meno che non mi vaccinino contro

i pericoli dell’amore indiscriminato.

Dopo aver traversato il deserto in taxi,

si scoprì chiuso dentro una piramide

con la faccia di un cane sul suo fiato.

La ricerca del termine cerchio,

costante occupazione dei quadrati.

Perché non smettono di lanciare simboli,

l’aria è abbastanza affollata di echi.

Proprio quando ho pulito la mangiatoia per i maghi

si sono presentati i toporagni dirimpetto.

La voce della radio gridava, alzati

fai qualcosa a qualcuno, ma io e mio figlio

ridevamo nella stanza ammobiliata.

Bob Kaufman