Come volevano,salivano per le grandi rupi,

come sapevano,non discendevano mai tutti in fila,

sotto la luce gelida,che ricopriva le loro fronti.

Con un lievito di sospiri,nel momento giusto,

sapevano anche saltellare in mille giravolte.

Per conoscere,quanto è miserevole,l’anima d’acqua specchiata,

di un solo sospiro,creavano con le possenti mani bianche,

oceani per annegarla.

Quando fu,il giorno fra quelli predestinati,

di piccole e intense rugiade di luce,che trasalivano,

fino al sole,specchiarono gli altri,per riflettersi.

Così caddero,un mattino solitario,tanti di loro,infiniti,

come masse di neve,che rimbalzava nel cristallo,

tanti piccolissimi stami lucenti,piccole schegge di luce universale,

così a piccoli sospiri,le mani del mondo,respirarono.