qualcuno trattenga l’inverno
chiuda in casa i figli piccoli della parola
ai piedi del letto si compatti la neve,
mi si gelino le caviglie e il petto
diventino di vetro o scaglie di ghiaccio i sospiri e le voglie;

lasciamo le scarpe buone sul davanzale, con i limoni e le arance amare,
e gli abiti in letargo, le coperte sul filo a danzare,
solo le dita vengano sorprese a

far goniometro con le stelle
e a trattenere il cuore sotto un palmo di braci
con ali pazienti, sottopelle, anfibie e batraci.