“Scrivere è un’esigenza che parte dall’anima, il desiderio di condividere le nostre emozioni con il resto del mondo”. Questa affermazione, scritta nella “notizia” della sua ultima raccolta di poesie, Fantasticazioni, è una dichiarazione di poetica da parte di Mari Bernasconi: poesia come scavo interiore, alla ricerca di se stessi, poesia per nominare la realtà “con voce differente”, poesia come dono offerto agli altri perché possano confrontare la propria esperienza di vita con quella dell’autrice, ritrovare nel canto delle parole emozioni, sensazioni che accomunano tante sensibilità diverse. Alla dimensione del sogno, così viva in queste liriche, alla capacità di lasciare che la mente vaghi senza meta tra le mille “fantasticazioni” che colorano la vita, a questa via di fuga da una realtà che a volte ci sembra ostile, Mari Bernasconi sa che non è possibile abbandonarsi totalmente:

Non sono nata ieri/conosco ogni centimetro/della realtà che mi circonda/ e so che ogni respiro/si consuma in un attimo / che non ritorna indietro”.

Muoversi nel labirinto della nostra intricata, frammentaria realtà non è facile. Il poeta ne è consapevole; Avverte il senso di precarietà, la fragilità che accompagnano ogni esistenza. Le sue poesie sono inquiete meditazioni liriche sospese tra la ricerca di un “altrove” idealizzato, il “perdersi nell’azzurro rincorrendo/con lo sguardo un aquilone” e la rassegnata consapevolezza che comunque il percorso della vita è calpestare “camminando foglie morte/su questo viale che pare non finire”. Il poeta sa che il presente è già passato nel momento in cui lo si vive, che non è dato sapere quale sarà il futuro, che il tempo trascina e divora in modo indistinto tutto, anche il soggetto.

E’ la memoria del passato, il ricordo di ciò cha abbiamo vissuto che fa rivivere in noi ciò che è assente: ed è la parola poetica a colmare questa assenza. Così gli affetti, la gioia, il dolore, l’angoscia e la felicità, i mille sentimenti che sono ciò per cui viviamo e che ci fanno sentire vivi, rinascono dentro e fuori di noi grazie all’universalità del linguaggio poetico, possono essere condivisi dagli altri che li fanno propri. Queste liriche, che hanno la grazia leggera delle ali di una farfalla, e una delicata armonia, entrano piano, in sordina nel cuore. Ma hanno la forza di rimanere dentro di noi e di farci pensare.

Laura Garavaglia

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