Antonio Arcos-Grace & strenght 2.0, 2011

Dammi le tue mani per l’inquietudine

Dammi le tue mani di cui tanto ho sognato

Di cui tanto ho sognato nella mia solitudine

Dammi le tue mani perch’io venga salvato.

Quando le prendo nella mia povera stretta

Di palmo e di paura di turbamento e fretta

Quando le prendo come neve disfatta

Che mi sfugge dappertutto attraverso le dita.

Potrai mai sapere ciò che mi trapassa

Ciò che mi sconvolge e che m’invade

Potrai mai sapere ciò che mi trafigge

E che ho tradito col mio trasalire.

Ciò che in tal modo dice il linguaggio profondo

Questo muto parlare dei sensi animali

Senza bocca e senz’occhi specchio senza immagine

Questo fremito d’amore che non dice parole.

Potrai mai sapere ciò che le dita pensano

D’una preda tra esse per un istante tenuta

Potrai mai sapere ciò che il loro silenzio

Un lampo avrà d’insaputo saputo.

Dammi le tue mani ché il mio cuore vi si conformi

Taccia il mondo per un attimo almeno

Dammi le tue mani ché la mia anima vi s’addormenti

Ché la mia anima vi s’addormenti per l’eternità.

Louis Aragon