di Aky Vetere

In questo libro di poesie edite da Lietocolle, Mari Vallisoo ci propone un florilegio di testi selezionati per incontrare i segreti silenzi che la cultura nordica custodisce nella riserva fiabesca della natura boreale. Si tratta di una poesia molto diversa dalla nostra e per certi aspetti complessa, perché, se per i popoli mediterranei poetare significa immergere il pensiero entro un afflato vocativo che sporge nell’oltre materia (ritrasferita poi entro le regioni dell’essere e del divenire), per i popoli nordici e in particolare per Mari Vallisoo, la poesia è il risultato di una operazione diversa, in cui l’osservazione oltrepassa l’ascolto del reale e vaga dove l’oltre materico incontra una coscienza crepuscolare che vive fuori dal tempo. Insomma, mentre nella nostra cultura è sempre la materia che diventa spirito, ovvero Luce che sotto le spoglie di un Dio ritorna attraverso qualcosa di miracoloso (da Saffo nel carme: Ad Afrodite …”ma qui vieni. Altra volta la mia voce/ udendo di lontano la preghiera/ ascoltasti, e lasciata la casa del padre/ sul carro d’oro venisti”…, a Montale con: I Limoni “ Vedi, in questi silenzi in cui le cose/ s’abbandonano e sembrano vicine/ a tradire il loro ultimo segreto”,…leggi qui l’intero contributo


Traduzione dall’estone di Mailis Põld
A cura di Paolo Ottaviani.

Il mito

Inizia. Qualcuno ride. Qualcuno grida.
Per te
vi è ancora una parte nel mio mito.
Chiamo, tutta timorosa –
ecco che esci fuori.
A metà dell’atto
sobbalzano
persino i riflettori.
Tace la musica
e il pubblico
gira la testa.
Guarda te
e solo te
e tu lo sai
ma non svelerai
quel delitto.
Infatti, svanirebbe la fiaba
e si avvererebbe il mito.

Müüt

Algas. Keegi naeris. Keegi hüüdis.
Sinu jaoks
o n veel üks roll mu müüdis.
Kutsun, ise hirmul –
äkki tuledki.
Keset vaatust
võpatavad
lavatuledki.
Vaikib muusika
ja publik
pöörab pead.
Vaatab sind
ja ainult sind
ja sina tead,
kuid ei ütle
välja seda süüd.
Sest siis lõpeks muinasjutt
ja tõeks saaks müüt.