“Rammentare quel volto, quello sguardo,
e provare a imprimerli dentro,
anche nei versi che ti fremono
in scarne parole, monche di luce,
e serbarli contro i tarli del tempo,
che sul tardi fanno terra bruciata
di ricordi ed immagini a noi care.”
Ma i tuoi occhi mi fissano
nei sogni che lampeggiano a notte
e sono un mare di languide speranze
e un approdo sereno
dei miei anni di gelo.
E in essi vorrei perdermi d’incanto,
prima che li ricopra la neve
dei miei inquieti pensieri,
e non dispero
di ritrovarmi accanto il tuo sorriso
prima che venga sera a regalarmi
un cielo d’ombre
e questo eterno tramonto.