And then

And then…

Per l’elegia di un trench cravatta nera a tubicino

il falso inglese di un dj che vende fumo e coca

di una copertina, i resti, l’ombra dell’ inverno.

Aspettavamo l’autobus dopo la scuola, il fuoco,

un senso fondo nella vena madre, l’illusione.

Non potevamo dire freddo, non forte abbastanza.

Come ad ogni solco il bianco, nota o petalo

di neve rifaceva il nodo, la pronuncia errata

la banalità dei suoni sempre veri, fermi come

cipressi lungo il fiume che s’interra e tace.

Indietro rondini, rami secchi, cielo quasi bianco.

Indietro animaletti, lune, onde, sfondo giallo.

Volevi che ascoltassi tutto, la tua nascita.

Volevi riprovare sul mio volto l’emozione.

Il crimine di un racconto. L’elegia di un ballo.