Sarah Seidmann

A volte ci si può sorprendere piacevolmente impreparati di fronte alla lettura di una raccolta di poesie. E ci si sorprende perché tutto l’insieme, dal titolo alle liriche stesse, presenta un’originalità che ha un impatto immediato e una fluidità di pensiero quasi inebriante. Accade ciò quando il componimento è lieve e colto, composto da trasparenze d’ali protese verso un infinito incanto.
Lì noi viaggiamo insieme al poeta, al suo essere tale, finalmente liberi da trastulli letterari o da pesanti e scontati pensieri. Liberi e di questa libertà dobbiamo ringraziare chi scrive, chi insegue unpercorso di terra e di vento, pulviscolo d’oro dove ritrovare atmosfere lontane, incantesimi (ir)reali.“L’undicesimo giorno” (Lietocolle, pp. 50, euro 13) di Francesca Ruth Brandes ha la preziosità di quanto detto, la ricchezza di quanto espresso. Scrittrice di successo, saggista, curatrice e critica d’arte, ha ideato e condotto programmi di attività culturale per RadioRai, occupandosi spesso di tematiche ebraiche. In lei ritroviamo l’essenza del dire in una raccolta che si eleva a poesia vera.: “Ogni causa/ negli occhi fondi/ corona/ della pausa inaudita/ pesa il mare/nei capelli/d’alga viva/ Cuori/dell’esistere/sincere/ dell’indicibile/immani/per conoscenza/ resistenti/ dolcissime oranti/ luce implosa/buco nero/di densità/ materia sensibile/ mistero armonico/corresponsione/di tutte le piccole cose./Soglia per noi/ del respiro/ la tela è specchio”.


Rita Caramma

recensione a “L’undicesimo giorno” di Francesca Ruth Brandes – pag. culturale nazionale “La Sicilia” – 23/03/2013