Il paesaggio dell’anima è quest’alba
che schiude al chiaro azzurro
del tuo cielo
ma già in alto si vedono le nuvole,
più grigie
e nemiche ai miei sogni,
che attraversano in volo
i miei pensieri.
Tu sei lontana
e forse non mi pensi,
rinchiusa nel tuo mondo
che è straniero
ai miei giochi d’insonnia,
ma io ti vedo sempre più bella
e inerme,
ancora avvinta ai raggi
della mia fede.
E non mi sento spento
e aspetto ancora un segno
dalla tua voce lieve,
pura come un sussurro,
che annunci il tuo ritorno.
Ecco questa luce che brilla
in questo smorto chiarore
del giorno
sarebbe la scintilla
d’un grande fuoco
e la mia attesa sarebbe
come una dolce morte
nelle tue braccia,
vinto dal tuo splendore.