Chanson Turca il libro di Cristina Annino, LietoColle 2012 prefazione di Maurizio Cucchi, è una raccolta importante anche nel complesso di un’opera ben definita come è quella dell’autrice di origine aretina. Annino è poeta di grande respiro e se con Madrid e Casa D’aquila aveva raggiunto risultati d’eccezione, in questo più recente lavoro, non solo conferma, ma va oltre la propria voce sfidando il lettore a seguirla in un itinerario abitato da personaggi che potrebbero essere idealmente le creazioni fantastiche di un Don Chisciotte del XXI secolo. Di primo acchito è quindi scusato il lettore se sembra perdersi in questo universo di cui si afferrano particolari che sembrano incisi con un coltello. Le due sezioni del libro, Chanson Turca e Il rovescio della medaglia, hanno due momenti distinti; nel primo libro l’autrice è nell’aperto di un mondo tragico-ironico (e ci fa ridere delle sventure umane come si ride nel pianto), nella seconda parte alcuni lunghi componimenti Spartakia (rivolta dei sacchi, in Campania), Processo universale e Mondiali di calcio (con Koko-Siam e il Buio-Merlo) ci portano, sempre con ironia, in situazioni a cui la poesia di Annino restituisce, se non giustizia reale, giustizia poetica. Il piglio di Cristina Annino, del resto, è quello di chi non si aspetta nulla dal mondo e pertanto lo riscrive, non inventandolo ma trasformando, come in un’opera al nero, le presenze di chi incontra. Non importa molto siano esseri umani, animali o vegetali, il loro momento è venuto, aumentano sulla pagina fino a dimenticarsi dei bordi ed uscendone vanno a spasso con l’aria di chi può fare quasi tutto e se non fa nulla è solo perché non gli è dato capire l’ordine delle cose; così, per loro, meglio le pale d’altare, o aspirare l’essenza terrestre ed espirarla in un fischio (come per il gatto Koko protagonista di molte poesie di Annino e non solo in questo libro), o tentare un quadro impossibile com’è per il pittore di Palla Quadrata…leggi qui l’intero contributo.

Nadia Agustoni

[Cristina Annino “Autoritratto con gatto” vernice su tela]

www.anninocristina.it



Concentrazione guardando Hopper


Corre vento tra

loro due nel silenzio ch’è

l’udito maggiore. Si sente

le mani infinite già dentro

lo spirito. Così ascolta

nell’aria le mosche- basta

un paio- spaccare in volo

la trave. Per teoria del corpo

innalza il viso a quel

tronco docente di

dolore, lo mastica (ci sa

fare perdio) con gote di

grazia orrenda o legna

di camino un focaio.