Questa silloge poetica di Helena Paraskeva distinta in due parti presenta alcuni aspetti che meritano attenta considerazione. Intanto la poesia si snoda con leggerezza, ma con incisivi elementi metaforici e simbolici, a volte con giochi fonici che diventano anch’essi significato oltre che significanti. La mia attenzione è però rivolta ad alcuni aspetti tematici spesso solo accennati: 1) l’attenzione al mondo della migrazione e alla tragedia che a volta comporta; 2) la lotta per non cedere all’oscuramento della propria personalità, del proprio valore poetico; 3) Il senso della stessa poesia, sua funzione, funzione delle parole che sono il veicolo principale della poesia; 4)il richiamo alla mitologia sentita come parte integrante del substrato culturale della poetessa.

Due poesie hanno esplicitamente come tema quello della migrazione, la prima “di colore in-colore” che specialmente nell’ultima parte acquista valore intensamente drammatico perché i colori del mare sottendono tragedie le cui storie non saranno mai esplicitate, mai descritte, mai comunicate. “E sugli scogli si domanda/ “Come li vedi i pesci?/ Mangiano ancora/ carne umana, oppure no?”/ “Come lo vedi il mare?/ E’ piuttosto nero?/ E’ rosso ancora?/ o è già tornato blu?”. Si noti l’intenso valore semantico e poetico dell’ enjambement fra il verso “mangiano ancora” e il seguente “carne umana, oppure no”. L’altra poesia “Xenitià”, scritta in inglese, affronta il tema dell’impossibilità del ritorno perché la strada che si percorreva al proprio paese ormai non è più riconoscibile.

Ma la lingua usata diventa in sè un elemento poetico ed una stranezza che lascia perplessi. Perché proporre in inglese una poesia in un insieme di poesie in italiano rivolte essenzialmente ad un pubblico italiano? La migrazione è un fatto che va al di là dei confini di un territorio, di una nazione che non può essere racchiuso entro un alveo rigido di una lingua circoscritta come quella italiana, ha bisogno di internazionalizzarsi anche con la dimensione linguistica? Oppure l’argomento è così ineffabile che parole nella lingua di comunicazione di una comunità non sono adatte, hanno bisogno di uno straniamento anche linguistico per potersi in qualche modo avvicinare alla sua drammaticità?

IL secondo nucleo tematico è dato dalla volontà di resistere e lottare per poter essere riconosciuti. Vi è l’incertezza che questa lotta serva a qualcosa, abbia uno sbocco : “Un giorno ti domanderai/ perché questo tormento/ di avvicinarti all’impossibile”, ed ancora “Perché sognare ancora/ Beowulf contro l’aurora boreale/ e ansimanti abbracci/ con Simbah il Marinaio”…continua a leggere su El Ghibli il contributo di Raffaele Taddeo