Recensione di Alessandra Peluso

Requiem aeternam dona ei: Dona eterno riposo ad una donna che riposo non ha avuto su questa terra, tradita miseramente e abbandonata, una donna che ha amato tremendamente l’amore, lo ha cercato instancabilmente ma l’amore non l’ha accolta. Un Amore, quello pù grande, totalizzante mi auguro però contenga e scaldi il cuore di Alda Merini.

Alda Merini autrice di versi sull’amore che dichiara in un’intervista ha voluto con tutta se stessa, trovando maschi che non l’hanno compresa e altri che l’hanno sedotta e abbandonata, mi chiedo come si può non accogliere l’amore che si identifica in Alda Merini?

È un animo sensibile, acuto, imponente ma generoso, un animo che sembra raggiungere il messaggio puro e originario del Cristo. Si legge in Requiem: «Dico che prima o poi / amerò anche tua moglie, / mi piace pensare che / si stenda al tuo fianco. / E aspetterà l’offerta della notte: / so che tu la prenderai / in silenzio / credendola una donna». (p. 10). Versi traboccanti di magnanimità e di malinconia, mestizia quasi alla fine certa che quella donna tale non è.

Dai primi versi percorrendo questa lunga matassa che è l’amore si snodano sentimenti di tristezza se pur non evidentemente sbandierata, malinconia, nostalgia, non ostenta dolore, ma c’è, si percepisce nelle poesie per non essere stata compresa e amata ed alberga la consapevolezza di aver amato in un modo complesso e forse a volte celato dietro una maschera: «Contemplami. / La mia maschera / non ti darà nulla, le mie braccia sono / cavalli spenti, / le mie gambe sono infuocate, / … /». (p. 14).

È evidente che Alda Merini è la poetessa, forse l’unica in epoca contemporanea, che ha vissuto l’amore così intensamete regalandoci versi profondi, semplici ma ricchi di tutto ciò che ha provato e sentito, di ciò che è l’amore senza mai cadere nel banale romanticismo sentimentale.

È imparagonabile la sua scrittura, ma leggendo i versi raccolti in Requiem è evidente la meravigliosa Saffo. Echeggiano i versi saffici nella memoria in questo momento, di una donna che con le sue poesie ha donato luce in menti oscure e irrigato animi con sorgenti di acqua pura e fresca. Non a caso Saffo è stata definita l’emblema della poesia, parimenti Merini: la Musa dell’amore.

«Chi di nuovo devo persuadere / a rispondere al tuo amore? Chi è ingiusto / verso te, Saffo? / Se ora fugge, presto ti inseguirà: / se non accetta doni, te ne offrirà: / se non ti ama, subito ti amerà / pur se non vuole», sembra che Saffo si rivolga ad Alda Merini, che le accenda la speranza di essere amata. Chissà.

E ancora dicono alcuni «un esercito di cavalieri, / altri di fanti, altri di navi, / sia sulla terra nera la cosa più bella: / io dico, ciò che si ama». “Non c’è noia in amore”, “L’amore è una terra promessa”, “chi arde d’amore / presto s’intenerisce della morte…” (p. 22). Versi densissimi di esistenza questi di Alda Merini dove anche un “requiem” appare dolce e non noioso, dove non c’è paura della morte quando la sofferenza è stata così intensa in vita e dalla sua anima fuoriescono parole per nulla retoriche che penetrano il lettore, incantano.

Non si può non amare l’amore, non si può non innamorarsi di questa Musa che scrive: «Perchè morire d’amore? / Meglio fuggire in due / in un deserto che si chiama pena / e aprire un teatro solitario / senza alcuno spettatore». (p. 21). E ancora: «A volte Dio / uccide gli amanti / perchè non vuole / essere superato / in amore». (p. 23). Bellissimi, pochi versi che narrano un’intera esistenza, tutto è raccontato, addirittura la magnificenza divina si scontra quasi invidioso con quella umana, dimostrando come l’essere umano – uomo o donna che sia – è capace di amare, e quando riesce e ne diventa consapevole raggiunge l’apice, sfiora le vette altissime di Dio.

Leggere i versi di Alda Merini è un regalo immenso che si fa a se stesso, egoisticamente, perchè non si fa altro che arricchire il proprio ego e far danzare uno spirito dionisiaco che nulla può di fronte a cotanto amore. È un’esperienza indescrivibile dalla quale sottrarsi sembra ancora una volta rinnegare la generosità sconfinata e purtroppo non compresa di questa grande poetessa.