Anna Maria Farabbi

Leièmaria, LietoColle, Varese 2013 e Abse, Il Ponte del sale , Rovigo 2013

Un lungo, impegnativo cammino interiore quello che ha portato la scrittrice-poeta perugina Anna Maria Farabbi a vedere pubblicate entrambe nel 2013, nella sua piena maturità artistica, le sue due ultime opere, che si possono definire entrambe poetiche, sebbene Leièmaria si presenti in prosa come un romanzo non tradizionale. Vale la pena affrontarle insieme per ciò che le accomuna. Innanzitutto la struttura e lo stile estremamente innovativi e originali, specchio di un’altissima tensione espressiva e di una coraggiosa esposizione del proprio io, insieme ad una dignitosa distanza. Scrittura densa e colta in Leièmaria, tanto che l’autrice invita chi legge con “Sii gentile. Incontriamoci con lentezza”. Qui infatti è tutta la vita, reale e non reale. I luoghi della vita in una spirale dove sempre tornano quelli delle origini, l’ Appennino Umbro, Montelovesco, Perugia. E dove è anche il rovescio del viaggio, in quella mirabile sintesi finale che è “L’officina dell’opera”,che da sola vale tutto il libro. In Abse, è tutto il creato nella sua potenza, dalle viscere della terra e della madre. Un omaggio già nel titolo al dialetto perugino, che insieme al linguaggio, anche preverbale, resta il tema dominante di entrambe le opere e in generale di tutta l’opera artistica dell’autrice. Altissima etica poesia civile, come più non se ne trova nella poesia contemporanea di questa povera Italia, persa tra cenacoli e finti premi letterari.

Non ci si può non domandare che cosa ancora aspettino Perugia e l’Umbria, nella rincorsa a vane candidature, a riconoscere valore a questa sua straordinaria figlia “ poeta animale femmina / povera selvatica ed eretica” che porta in giro per l’Italia ( sarà presente al prossimo Festival della Letteratura di Mantova) le “ radici dell’io e del noi”.

Lorena Rosi Bonci

Micropolis, nel Manifesto, 28.5.2013