Nella sua articolata riflessione Sulla poesia moderna, Guido Mazzoni individua all’altezza dell’età romantica «l’attraversamento della frontiera» tra «la lirica autobiografica trascendentale e la lirica autobiografica empirica». Mentre la prima “raffreddava” i riferimenti al vissuto del poeta per ricomporre tutti i frammenti in un unico disegno, il cui significato riscattava ogni caduta nell’episodico, la seconda riconosce un valore decisivo alle «vite effimere» dei soggetti che concede loro «una libertà confessoria, un pathos esistenziale, una serietà narcisistica inediti» (PM 113). Giungendo verso la fine del suo lavoro, lo studioso incalza sugli effetti di questa trasformazione, collocabile tra la fine del Sette e l’inizio dell’Ottocento: «Quando più nulla frena l’anarchia teorica del talento individuale, ogni testo rischia di dar voce alla tautologia di un io che esprime se stesso senza risultare rappresentativo» (PM 216)… leggi in (pdf)