Alcune poesie

Siamo i visi che non ti aspetti.
Circonfusi dell’ovvio,
giriamo come manifesti neri
d’indignazione e collera
per la plastica sulle nostre narici.

Verde, verde, verde.

Pensiero nato oggi,
archeo–astronautica
sull’anima azzurra
che recalcitra dalle pagine web,
dalla pubblicità-palude
dell’antica nobiltà.

Erigiamo templi greci
sul mercato del petrolio.

*

E vedo baveri nudi,
tirati a lucido,
poveri come i campi brulli
popolati da spaventapasseri gialli
e le loro grida
che lambiscono
con sempre maggiore fatica
la sagoma dei corpi.

Sono senza colori
dipinti dal tempo
in cui danzano
tutti sorridendo
e nascondendo vigliacchi
il pianto nel cuore della sera.

*

Descrivere con il blu
quel pezzo di cielo,
il compito che si dava ai bambini.
Non c’è nulla di più straziante
che ritrarre la vita altrui
con il sorriso ingenuo
di chi da poco ama la notte
e si ferma alla pazienza delle stelle.
Non c’è nulla di più difficile,
mentre si addenta con la voracità
della fretta la carne gustosa
del piacere che sa di morire.

Oggi si lancia un raggio di cenere
sui busti dai muscoli tersi e brillanti,
oggi si chiede l’inchino senza foto,
la parola pudica e sacra
che non si fa scorgere,
mentre si guarda marcia
come chi ha iniziato a contare
e ha scoperto l’infinito.