Recensione di Alessandra Peluso su “La poesia è un bambino”, a cura di Vincenzo Mascolo, LietoColle 2008.

Il bambino è poesia. Il bambino può far poesia, comprenderla e addirittura insegnarla agli adulti.

È un luogo comune, un fuorviante e limitante pregiudizio quello che il mondo degli adulti ha nei confronti dei bambini e il loro essere poesia.

È sufficiente leggere “La poesia è un bambino”, a cura di Vincenzo Mascolo, per ricredersi ed aprire un orizzonte strabiliante e incantevole come lo è il bambino. Si tratta di versi composti dagli alunni della quinta elementare Zandonai di Roma.

È bellissimo leggere queste poesie che dipingono tele policromatiche di natura, delle stagioni, della felicità, della vita, della guerra, di contraddizioni che sorgono nei bambini immergendo il lettore in quadri meravigliosi ed unici. L’infanzia – ricorda Albert Camus – è quasi un Paese che abbiamo abitato, indipendentemente dal luogo di origine, e che non possiamo mai abbandonare. Così come sostiene che spesso l’infanzia è un sogno ad occhi aperti.

E sì, è proprio così, un sogno l’antologia poetica “La poesia è un bambino” che attrae e coinvolge inaspettatamente. Sembra difficile risvegliarsi. Si contempla una luce che illumina la vita, intensa come la luna osservata da Andrea Rauco: «Tutte le stelle accerchiano la luna / brillano come lucciole. / La luna così splendente sembra una grande lampada / che brilla di un colore bianco». (p. 20). La purezza e la nitidezza dei versi la si ritrova nel mare di Lorenzo Pistacchi. È sorprendente leggere: «Il mare di mattina / è come una goccia di rugiada fresca / illuminata dal sole. / Lo scrosciare delle onde / è come un uomo che calpesta / le foglie mentre cammina …». (p. 25).

Sono sensazioni che emergono dall’animo di un bambino, sono i nostri bambini che sentono, osservano, pensano e sognano con i loro occhi unici e inconfondibili.

È d’obbligo ricredersi e pensare che il bambino è poesia, come è senza dubbio commovente leggere un bambino con gli occhi di un adulto: si scopre un mondo, una nuova felicità che dona benessere come «la primavera, l’estate, la bellezza del mare». (p. 31, Eleonora Petillo).

Anche i bambini ammirano il sole, odono il vento, la nebbia, meravigliosa come la vita decantata nei versi: «La vita è gioiosa, / è semplice, è emozionante. / La vita è fatta per pensare, / per studiare, per giocare. / La vita è tutta dentro di noi». (p. 37, Michele Ciocca). Traspare in quest’antologia poetica la naturalezza, la genuinità grazie alla quale si manifesta l’incantesimo nelle cose, anche nelle più comuni descritte dai piccoli. Nulla è scontato per loro, ogni cosa diventa fantastica e assume un carattere mirabolante.

I bambini possiedono una creatività oltre ogni confine e con loro la poesia incarna la libertà. Così si legge: «È come lo spazio / è infinita, / … / La libertà è il / cavallo senza recinto / libero, che corre fin dove può». (p. 13, Matteo Taviani). L’adulto deve ricordarsi ogni giorno di essere stato bambino e di non perdere la poesia che gli appartiene, in tal modo sostenere e incitare i bambini a scrivere di poesia, a parlare della vita secondo il loro puro e sincero punto di vista, a mio avviso inconfutabile.

Leggere “La poesia di un bambino” è una forza impetuosa e dolce che i bambini percepiscono e soltanto nella luce dei loro occhi giace la verità ed è lì a portata di mano la bellezza, la magnificenza di queste innocenti creature che alle volte trascuriamo o pensiamo che non siano capaci di poetare.

È un assurdo, è una verità insostenibile, inconcepibile pensare ciò. Sarebbe come privarsi della felicità, della grandezza che i nostri bambini possiedono, mentre noi siamo inermi e inconsapevoli del loro talento.

La poesia è vita si dice spesso, ebbene chi rappresenta la vita se non i bambini?

E negli occhi di un bambino si assiste “nel più profondo dei desideri, dove nessuno può arrivare, nel mare, in quel profondo degli abissi” (p. 50, Giacomo Palattella) che inghiottito scompare e si ha la certezza inoppugnabile che la scomparsa di un bambino – la poesia – lascerà un vuoto incolmabile.