Dall’introduzione

La poetica di Stefano Bolla ruota attorno a un nucleo denso di consapevolezza: quella di chi in qualche modo ha da tempo smesso la leggerezza dell’esistere, ma mai quella legata alle infinite possibilità della parola. In sintesi, è come se trasferisse il piacere di giocare ancora nei colpi di coda delle sue liriche, che spesso sdrammatizzano quanto espresso nei versi precedenti. Quasi un monito a non prendersi troppo sul serio, almeno nel momento in cui si esercita la libertà per eccellenza: il momento della scrittura … di Silvia Longo

Alcune poesie

Fragile, simile allo stelo della viola
tenace come la margherita
radicata nei nostri nordici giardini
piccola Galadriel la tua
vita vola.

Turbinìo costante
come brina al vento
senza pausa alcuna
in un perenne etereo fermento:

pensieri e immagini
di un dejà vu
in perpetuo movimento.
Ti aiuterebbe il rustico,
umile girasole?
Forse.

*

Perché Dei demoniaci
si accaniscono
a divorare
fugaci neonate felicità
intuite appena
e già dovute lasciare?
Chi ci ha invitati alla festa
(o a quello che resta)?

*

Dell’agosto non serbo di allora
che un ricordo disfatto.
Si usciva (sospesa la scuola)
il cielo cinabro nel caldo
afrore di asfalto
e di olio, a metà.
Poi fresca cullava la notte, tenue
un rigoglio di aridità.