I ricordi, un inutile infinito,

ma soli e uniti contro il mare, intatto

in mezzo a rantoli infiniti.

Il mare,

voce d’una grandezza libera,

ma innocenza nemica nei ricordi,

rapido a cancellare le orme dolci

d’un pensiero fedele.

Il mare, le sue blandizie accidiose

quanto feroci e quanto, quanto attese,

e alla loro agonia,

presente sempre, rinnovata sempre,

nel vigile pensiero l’agonia.

I ricordi,

il riversarsi vano

di sabbia che si muove

senza pesare sulla sabbia,

echi brevi protratti,

senza voce echi degli addii

a minuti che parvero felici.

Giuseppe Ungaretti