Ficcando il naso nero nel vetro,
il cane aspetta, aspetta sempre qualcuno.
Infilo la mano nel suo pelo,
io pure aspetto qualcuno.

Ricordi, cane, c’è stato un tempo
quando una donna abitava qui.
E chi era essa per me?
Forse una sorella, una moglie forse,

e forse, talvolta, sembrava una figlia
a cui dovevo il mio aiuto.
Essa è lontana… Ti sei fatto zitto.
Più non ci saranno altre donne qui.

Mio bravo cane,

sei bravo in tutto,
ma che peccato

che tu non possa bere!

Evgenij Evtushenko