Inaspettatamente si apre un variopinto pannello di riflessi , tra versi brevi e puntuali , tra rime accorte e sospese , per rincorrere alcune figure di purissima energia , e dal respiro sensuale, quale silenzio fuggiasco ma eloquente. La gioia semplice , nel proporre visioni, si aggancia al pensiero inespresso per ritagliare memorie o per inseguire illusioni. Così anche la musica ha un ascolto di sorprese , di ritorni , di incantamenti, giocando in alcuni raggi di luce. Nel tempo che si dipana la poesia riesce a scoprire quegli istanti , sfuggenti , per poter dire “t’amo”, e sfiorare qualche passione sopita , o da rinnovare. Anche il gioco delle labbra , in un bacio , può trasparire nel sospeso calore di uno sguardo o nell’istante in cui il mare brilla, può riconoscere le ansie dell’amore che sfiora la pelle e brucia nel timore. “Hai rapito il mio animo / lo hai formato al tuo alito / intridimi ora di passione / bruciami e lascia fiorire / la mia sterminata pianura.” Le occasioni , infine , si aprono in una guizzante tastiera ove l’immaginazione diviene oggetto-luce che si interroga , o si abbandona in sequenze che scivolano nelle accensioni intime. — ANTONIO SPAGNUOLO