Ho incontrato solo una volta Assunta Finiguerra e ne ho riportato un’impressione indelebile; la Casa editrice LietoColle aveva organizzato al Castello Sforzesco di Milano un incontro di poeti di cui l’autrice lucana era ospite d’onore assieme ad Anna Maria Carpi, Luciano Erba, Guido Oldani. Proprio quell’estate avevo non letto, ma divorato la rassegna di poeti dialettali curata da Franco Loi per Einaudi ed i versi di Assunta Finiguerra erano stati tra quelli che più mi avevano impressionato; avevo allora quel pomeriggio stesso acquistato SCURIJE e, al termine dell’incontro, mi ero timidamente avvicinato a quella signora curatissima, dal modo di fare schivo e riservato chiedendole una dedica e dicendole che avevo letto i suoi versi nei Poeti italiani 5; Assunta Finiguerra mi aveva ringraziato, credo con gioia semplice e trattenuta, del tutto priva di enfasi, aveva vergato la sua dedica e ci eravamo congedati con una stretta di mano. La sua morte prematura ha impedito altri incontri che avrei voluto ci fossero stati, ma con me ho due libri (anzi tre più uno, spiego subito) di Assunta Finiguerra ed in essi cercherò di incontrarla anche adesso, tra le ospitali pagine di Cartesensibili. SCURIJE è il primo libro (LietoColle, Faloppio, 2005) che intendo attraversare, il secondo, che raccoglie due sillogi pubblicate in vita più sessantotto inediti (ecco perché parlavo di tre libri più uno) è FANFARIJE (LietoColle, 2010)…continua qui