La recensione di Alessandra Peluso

In un’insolita veste si scopre un mondo incantato, versi che stupiscono inneggiando ad una natura meravigliosa.

Si scruta la natura: il risvegliarsi di alberi, stagioni, prati, fiori e si avverte la profondità di un animo con le sue fragilità e certezze.

È la voce del poeta, è il suono emesso da Carla Combatti che fa eco in ogni poesia cantata dando respiro verbale a chi non può esprimersi o non è compreso. In “Voci per recitato arboreo e floreale” si coglie l’immenso, ciò che sfugge ad un occhio cinico e all’odierna società ma non certamente manca all’occhio dell’autrice, e si respira ossigeno puro in terre incontaminate descritte egregiamente da Carla Combatti.

«Se hai bisogno di un’immagine vincente / o di un magnifico vascello silvano / scegli me, cedro del Libano, possente / abitatore dei pendii fenici» (p. 19): l’ambiziosa e impareggiabile bellezza equiparata alla magnificenza egoica di un uomo che vincendo le paure può raggiungere la natura o in un certo senso compiacersi di contenere germogli di elementi naturali. L’essere umano è costituito di natura, è intriso di essa come di acqua capace di alimentare la vita di fiordalisi, glicine, ciclamini, pini, olivi, tigli, betulle come la sua stessa vita e parimenti è in grado di distruggerla e da vincitore candidarsi a vinto.

Carla Combatti adotta immagini incantevoli per raccontare stati d’animo di una donna, sentimenti, sensazioni, metafore di vita al cospetto di versi divini nei quali si odono: «mormorii serali dei colombi / … / Pleiadi gentili, / davate piogge feconde o tempo buono / quando completo era infine il manto / e Zeus s’era stancato di tuonare». ( p. 33). E ancora si legge: «Malinconia struggente mi fiorisce / sui suoli alluvionali, / dove la terra incerta si fa palude, o dove scende l’argine al suo fiume. / … / verbo che sgorga come acqua / verbo che sta in limine / tra morte e vita». (p. 34). La parola malinconia sgorga delicata e fluente come le fronde di un salice piangente dopo aver infierito senza alcun scrupolo sull’animo e da verbo si è trasformato in condizione reale, vissuta, sentita. Anche l’amore vive e trabocca in versi assetati come il “Tiglio nostrano”, il cui profumo inebria “la fragile carne” delle ragazze.

Da un sottosuolo sterminato di meditazioni arboree si giunge alla luce, all’orizzonte infinito che qui lo sguardo non esclude né impedisce di vedere lo splendore di nuove fluorescenze, di nascite ravvivate dalla nitidezza del sole – i fiori, creature incantevoli della natura -.

È bellissimo immergersi in “Voci per recitato arboreo e floreale”, la poesia confluisce in ogni verso il cui eco si diffonde rapidamente senza lasciare adito a ripensamenti. Attrae la silloge di Carla Combatti e conduce il lettore al raggiungimento di uno stadio superiore, quasi irreale sino al nirvana che estasiato osserva, ascolta e percepisce la natura e la vita silente o manifesta.

Tra armonie e dissonanze convergono i versi concependo melodie indimenticabili. La voce è uno strumento inequivocabile ed efficace e diventa un’arma nelle mani dell’autrice, paradossalmente non spaventa ma anzi accoglie e apre al sorriso se pur si leggono malinconie, dolori, insicurezze. È il potere della natura, di questo spirito che agisce ed è ovunque “Deus sive Natura” (Spinoza): il panteismo animato conquista e involve nel verso, parola dopo parola, voce su voce.

Si ascolta con attenzione e ammirevole dedizione la raccolta poetica “Voci per recitato arboreo e floreale” e non si può non farlo quando si legge: «Se un giorno mai ti cogliesse la stanchezza / di coltivare il giardino e le speranze fatti sostenere dalla nostra gradevole e compiuta architettura. / Ogni piega studiata ti infonderà coraggio ed energia /… ». (p.47). I fiori parlano ed invocano la speranza in ognuno di noi nella natura e nella loro capacità miracolosa di guarire i mali di ogni persona, o almeno curare, confortare, così come i gerani “compagni leali” o le margherite. Si sentono i profumi oltre a carpirne la bellezza delle odi e lo spirito del lettore aleggia libero e gratificato dalle rassicurazioni amorevoli di Carla Combatti.