GUIDO OLDANI

Fototessera del realismo terminale

 

 

Cosa succede a far tempo dall’inizio del terzo millennio? Accade che si rendono riconoscibili macroscopicamente i termini della poetica, o forse della legge del realismo terminale.

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Nelle città, gli oggetti che le colmano, attraggono risucchiandoli, come una legge di Newton antropologica, tutti i popoli della terra, progressivamente, a rovesciarsi dentro l’urbe, su di loro oggetti e a distanza zero. Nasce un realismo fatto di accatastate mescolanze di corpi umani viventi e prodotti. Il viaggio democratico di tutte le razze, a buttarsi sulle cose in città, è quasi concluso (4 miliardi di umani su 7), cioè è terminale e va completandosi a rotta di collo.

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Ciò, mentre gli oggetti divengono i nuovi soggetti e noi siamo divenuti gli oggetti novelli. A furia di amarli (come i mistici fanno con Dio), ci siamo identificati con loro definitivamente, lasciandogli una sorta di precedenza, ed essi ci hanno scalzati. Tutto diviene a immagine e somiglianza dei prodotti, che rappresentano il termine di paragone e addirittura l’origine della parola.

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Ne deriva che la figura retorica della similitudine, che rende rappresentabile tutto ciò che esiste, ora si è rovesciata e così il gabbiano somiglierà, modestamente, ad un aeroplano e non più viceversa. Si inizia un nuovo linguaggio preponderante con una sua semantica “mutata”.

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Un periodo temporale e quindi una poetica, destinati ad una durata ragguardevole, si sono messi in moto, un attimo dell’ampiezza di un’epoca. Nessuna nostalgia o linea difensiva Maginot ci tratterrà dal tuffarci nelle metropoli abitate da utensili e corpi. L’oggettofilia è la legge che tiene prono e servizievole questo mondo. In un simile contesto, l’obbedienza (alle cose), a dispetto di quanto invalso nel secondo Novecento, è così tornata ad essere una indiscutibile virtù.

 

Tratto daLA FARAONA RIPIENA. BULIMIA DEGLI OGGETTI E REALISMO TERMINALE

di prossima uscita con l’Editore Mursia

 

Gli incontri si terranno

presso la Casa della Poesia di Monza

Villa Mirabello

Reggia del Parco di Monza

Tel. 039 27.82.268

mail casadellapoesiamonza@libero.it

sito www.lacasadellapoesiadimonza.it

 

 

NOTA DEL POETA

 

Guido Oldani: Nato a Melegnano (MI) nel 1947.

Oldani è attualmente una delle voci poetiche internazionali più riconoscibili.

Ha contribuito alla riscoperta di Clemente Rebora curando nel 1985 il numero unico della rivista Psycopathology, Moretto Editore.

Nel 1987 è stato invitato da Antonio Porta e Giovanni Raboni al festival internazionale Milano Poesia e nel 1988 per presentare la delegazione dei poeti russi ricevendone l’invito per Mosca. E’ curatore delle quattro edizioni dell’Annuario di Poesia , Crocetti Editore e ha collaborato alle pagine culturali de La Stampa e di Avvenire. E’ stato autore per Telenova e Rai di trasmissioni culturali. Nel 1997 ha rappresentato l’Italia presso la fondazione Svardo di Stoccolma e a fine millennio alla Columbia University di New York. Nel 2009 è al XIX Festival Mondiale della Poesia di Medellin in Colombia; nel 2010 a quello di Granada in Nicaragua.  Collabora con il Politecnico di Milano. Per il teatro ha curato una riduzione della comi-tragedia di Carlo Porta e Tommaso Grossi. Ha fatto parte del consiglio direttivo della Società per le Belle Arti ed EsposizionePermanente di Milano dove ha curato nel 2008 la mostra dei giovani pittori cinesi.

Si è occupato dell’individuazione dell’identità della cultura lombarda attraverso la mostra I TRE DI BRERA che riguarda il ‘900 visuale. E’ ideatore e direttore artistico di Traghetti di Poesia,  primo festival internazionale di poesia della Sardegna.  Dirige la collana Argani, -Mursia-.

Fa parte del comitato scientifico del mensile di Avvenire Luoghi dell’Infinito.

Fra le antologie in cui è presente: Il pensiero dominante, Garzanti 2001, Tutto l’amore che c’è, Einaudi 2003, Almanacco dello specchio, Mondatori 2009; 80 poeti per 80anni di Luciano Erba, ed Interlinea 2004; S’encuntrum, se pàrlum, quajcoss che resterà ed. Lucini 2010 per gli ottanta anni di Franco Loi;

E’ uno degli autori trattati all’interno della Storia militante della poesia italiana (1948-2008) a cura di D.M. Pegorari, ed. Moretti & Vitali 2009.

Su di lui, negli anni 90, le intere sezioni critiche della rivista Kamen’  e , a cura di G. Isella, Block Notes. Indispensabile Poesia, AAVV ed. Torpedo 2006, Alla rovescia del mondo a cura di Amedeo Anelli ed. Lietocolle 2008.

Alcune sue opere sono tradotte in spagnolo, rumeno, ungherese, svedese, tedesco, inglese, greco, arabo, uzbeco. La sua ultima raccolta poetica si intitola Il Cielo di Lardo ed. Mursia 2008, in precedenza ha pubblicato: Stilnostro, ed Cens 1985; Sapone contenuto nella rivista Kamen’ n° 17-2001; La Betoniera, ed LietoColle 2005. 

Guido Oldani è l’ideatore del REALISMO TERMINALE (ed. Mursia 2010) secondo cui, la poca natura rimasta nella realtà, imita fedelmente gli oggetti divenuti oramai predominanti. In questo panorama, la distanza tra l’uomo ed essi risulta annullata, cioè insuperabilmente terminale.