Scrive del pensiero ossessivo nel pochissimo tempo

lasciatogli libero dal pensiero ossessivo:

esso impone che non si pensi che a esso,

non alla sua gran forma ai cartesiani comandi,

ai suoi contenuti poveri

spezzanti sulla polvere della povera terra.

Scrive del pensiero ossessivo nel pochissimo tempo

lasciatogli libero. Caratteristica del pensiero ossessivo

è non potersi distrarre mai,

non scendere dall’altopiano del letto,

dove s’avvita nell’aria mentale.

Primariamente il dubbio lo insuffla.

Intollerabile gli è la rinuncia

alla subitanea molteplicità contemporanea.

Sale piuttosto sul pianoro del letto,

s’avvita nella poltrona,

non essendo né qui né là,

dovunque essendo il dovunque

dal possibile creato.

Il possibile seduttivo nemico.

L’ozio ha ucciso l’obbligo,

l’unico nemico dell’ansia.

Forte è questa angoscia della bramata libertà.

Forse ora cessa di scrivere del pensiero ossessivo.

Scrive del pensiero ossessivo

nel pochissimo tempo

marcio.

Inganno che il dubbio ossessivo si calmi

la notte.

Dorme sì qualche volta. Rinviene

forte alla secca tapparella aperta.

Evita il risveglio, prolunga il sonno

come un elastico.

Sta per poco celato sotto gli ori della

normalità. Rieccolo, ah.

Ottiero Ottieri