(…) – What is water in the eyes of’water – cos’è acqua negli occhi dell’acqua – così inizia una poesia sul mare di Alice Oswald. Cos’è l’acqua nel rumore dell’acqua, eco sgusciante, luminescenza circolare attorno a un sasso sprofondato. L’acqua è una domanda nel centro delle cose. Una pellicola finissima che copre strato dopo strato la terra del lago, finché la trasparenza è un volto opaco, sotterraneo. Le anatre selvatiche nuo­tano nello specchio lacustre senza il bisogno della migrazione.

Si tuffano smeraldine o del colore delle cortecce nel doppio ciclo dell’acqua, fino al fondale di melma, le code dei pesci nel becco. In un altro paese, a nord, in una storia – dico alle anatre – un bam­bino folletto viaggia con il vostro stormo, seduto tra le piume di un papero domestico.

Il silenzio di Akka, il capostormo, è il suo più grande maestro. Le anatre scen­dono tra le foreste ed i villaggi umani, risalgono trac­ciando nel cielo una geografìa di luoghi e sentimenti. Crescere non è portare un peso, serbare il dolore di destini immutabili, l’amaro tormento della perdita, dei non ritorni, ma attraversare tutto questo, lasciare che scorra e ci cambi i corpi in una strana lucentezza (…).

foto: Iknan Hardibudi-Painting of nature, 2010

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