(…) Quando Lawrence Alma Tadema dipinse nel 1888 The Roses of Heliogabalus, è probabile non immaginasse la densità di significati e simboli raccolti nell’opera.
Le dimensioni sono 2133,6 mm per 1318,26 mm (84″ per 51.9″), un rapporto molto prossimo alla sezione aurea.
Il dipinto è ispirato da un episodio della vita dell’imperatore romano Eliogabalo (218 – 222) e raccontato nella Historia Augusta (Vita di Eliogabalo, XXI.5). Eliogabalo, che l’opera del IV secolo descrive come un debosciato, invitò alcuni suoi conoscenti a cena, dopo aver fatto preparare un finto soffitto che reggeva una gran quantità di petali di rosa; durante la cena lo fece aprire sopra i propri convitati, inondandoli di petali, tanto che alcuni di questi morirono soffocati.
In primo piano sono raffigurati gli invitati ricoperti di petali. In secondo piano è visibile Eliogabalo, con una veste e il diadema d’oro, assieme alla madre Giulia Soemia e ad un accompagnatore. Dietro di loro si trova una suonatrice di flauto doppio (tibia) e una statua di Dioniso, ispirata all’originale conservato ai Musei Vaticani (…).

foto: Lawrence Alma Tadema – The Roses of Heliogabalus

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