C’è una piccola valle che s’inoltra
nelle colline così dolci e popolose, solo un tratto
d’ombra visto dal treno, dietro il verde
che fugge e quelle bestie
miti, vacche e cavalli
uguali da un anno con l’altro e quasi immobili
lungo il filo dei giorni.
Ma uno, se alza gli occhi dal suo libro
o si sveglia smarrito a un sobbalzo,
la guarda per un attimo come si guarda il vuoto.
E tutto è fermo: una coda a mezz’aria,
un getto giallo d’urina, un ghiaccio teso
sui fotogrammi spezzati, un bambino
che salta e resta appeso
al suo gesto giocoso. C’è una casa
e del fumo e un paesaggio tagliato dal treno.
E quell’ombra.

C’è sempre una piccola valle che s’inoltra
e non si sa dove porti
se ci passi
qualcuno mai. Lì vorrei immaginarvi
camminare da soli nei boschi d’autunno,
a modo vostro liberi, senza voltarvi.
E non posso.

foto: Hossein Zare – Floors

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