(…) Come sarà giunto Capogrossi alle sue serrature qabbalistiche, a quelle serrature che non cambiano mai, sempre le stesse a chiusura perpetua, aperte solo a chi sapendosene servire, sappia aprire le porte dalle quali si entra nel segreto dell’universo. Un segreto del tutto personale, come ogni segreto che possa diventare universale, e nulla potrà mai essere universale se non abbia una sua sigla unica […].
È il più vario, così furiosamente uguale a se stesso, il più vario pittore che vi sia al mondo. La variazione è tutta ragionata e ragionevole, e quindi minima, e la varietà, la differenziazione infinita da opera a opera, da un attimo all’altro in ogni opera, potrebbe essere un’improvvisa intrusione di rosso o dell’inchiavardarsi più serrato della catena (…).

foto: Giuseppe Capogrossi-Autoritratto con Emanuele Cavalli

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