(…) Franz non è adatto a vivere. Franz non guarirà mai. Franz morirà presto. Di certo, tutti noi siamo apparentemente adatti a vivere, perché ci siamo rifugiati nella bugia, nella cecità, nell’entusiasmo, nell’ottimismo, in qualche convinzione, nel pessimismo, oppure in qualcos’altro ancora. Ma lui non si è mai rifugiato in nessun ricovero sicuro. È assolutamente incapace di mentire, così come è incapace di ubriacarsi. Non ha il benché minimo rifugio, non ha asilo. Perché è esposto a tutto ciò di fronte a cui noi siamo protetti. È come se fosse nudo tra persone vestite. Non che sia tutto vero ciò che dice, ciò che è, ciò che vive. È un’esistenza determinata, un’esistenza in sé e per sé, spoglia di tutti gli orpelli che lo aiuterebbero a rendere più bella la vita – nella bellezza o nella miseria, fa lo stesso. E la sua ascesi non ha assolutamente niente di eroico: per questo è più grande e più sublime. Ogni eroismo è menzogna e vigliaccheria.
Non è un uomo che ha costruito la propria ascesi come mezzo per raggiungere un qualche fine. È un uomo costretto dall’ascesi, dalla propria terribile chiaroveggenza, purezza e incapacità di scendere a compromessi (…).

foto: Sven Fennema-Sadness and silence 2

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