(…) Principe e assassino, polifonista sublime e geloso vendicatore. Amico del Tasso, paragonabile per grandezza a Monteverdi, discendente di una blasonata e ricca famiglia, nipote di San Carlo Borromeo, Carlo Gesualdo da Venosa, nobile napoletano, straziò a colpi di roncola il 16 ottobre del 1590 la moglie bellissima, Maria d’Avalos, di cui era innamorato sin dall’età di quindici anni, e l’amante di lei Fabrizio Carafa. Un delitto dal quale venne subito assolto, ma che espierà nella vecchiaia fra misticismo e pene corporali. Oggi la sua musica viaggia per il mondo (anche Stravinskij gli rese omaggio nella composizione Monumentum pro Gesualdo di Venosa) mentre la sua figura ha eccitato la memoria di molti scrittori (…).

foto: Paolo Uccello-Monumento funebre a Giovanni Acuto

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