matera-586x414

È Matera la capitale europea della Cultura 2019. Lo ha annunciato il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini. Matera ha avuto la meglio su una rosa di sei città (Cagliari, Lecce, Siena, Perugia, Ravenna e, appunto, Matera) rimaste nella short list dopo una prima preselezione.

dal sito http://www.ilsole24ore.com
È Matera la capitale europea della Cultura 2019. Lo ha annunciato il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini. Matera ha avuto la meglio su una rosa di sei città (Cagliari, Lecce, Siena, Perugia, Ravenna e, appunto, Matera) rimaste nella short list dopo una prima preselezione. Alla conferenza stampa al Dicastero del collegio romano sono intervenuti, oltre al ministro Franceschini, Steve Green, presidente della giuria composta da 13 esperti tra italiani e stranieri, e un rappresentante della Commissione europea e un rappresentante della Commissione europea, K. Bartak. Matera è stata scelta con 7 voti favorevoli su 13.

La gioia della città dei Sassi
L’annuncio della designazione di Matera a Capitale europea della Cultura 2019 ha fatto esplodere la festa in piazza San Giovanni, nel pieno centro storico della Città dei Sassi, dove in migliaia si sono ritrovati davanti al maxischermo per assistere in diretta al verdetto. In tanti si stanno abbracciando e stanno sventolando le bandiere con il logo “Matera 2019”.
articoli correlati

Matera, il futuro germoglia tra i Sassi

Matera capitale Ue della cultura 2019 con la bulgara Plovdiv
La capitale europea della cultura è nata nel 1985 per promuovere la conoscenza del patrimonio storico-artistico e culturale dei Paesi membri dell’Ue. Ogni anno il titolo viene trasferito a due città di due Stati membri. Nel 2019, l’altro Paese che ospiterà una capitale della cultura sarà la Bulgaria. Matera sarà la Capitale Europea per la Cultura nel 2019 assieme alla città bulgara di Plovdiv. La proclamazione ufficiale da parte dell’Unione Europea avverrà a metà 2015. L’Italia è stata rappresentata come capitale europea della cultura da Firenze nel 1986, Bologna nel 2000, Genova nel 2004.

Impatto economico da 30 milioni
Rilevante l’impatto economico della designazione in termini economici, culturali, di immagine e sociali. Secondo alcuni osservatori l’impatto economico sul territorio di questo titolo è valutabile in circa 30 milioni. In particolare l’incremento medio dei pernottamenti dei turisti nell’anno di designazione è dell’11% e l’effetto benefico è particolarmente sensibile per le città meno turistiche. La crescita è dimostrata nel breve e medio termine, ma si possono avere effetti anche a lungo termine (anche se difficilmente quantificabili) come dimostra l’esempio di Glasgow 1990, che ha avuto una crescita del 50% degli arrivi stranieri, diventando la terza destinazione del Regno Unito, dopo Londra ed Edinburgo. Anche Liverpool 2008 è un caso di grande successo: 9,7 milioni di turisti nell’anno dell’evento con un incremento del 34% tra il 2007 e il 2008.

Infrastrutture e occupazione
A partire dalla metà degli anni ’90 le capitali della cultura sono state protagoniste di uno sviluppo infrastrutturale, spesso legato al restauro degli edifici esistenti. Solo un quinto delle città, finora, ha avuto un grande programma infrastrutturale legato all’evento. Città storiche come Salonicco, Oporto, Genova, Istanbul non hanno invece avuto un impatto urbanistico rilevante. Gli eventi hanno però spesso portato ad una crescita occupazionale, legata alla macchina amministrativa ed anche alla crescita delle attività culturali. L’evento determina infatti un dirottamento dei fondi verso attività e organizzazioni culturali, che possono mediamente contare su un notevole incremento di risorse.

Il budget
C’è una notevole differenza tra gli stanziamenti per le diverse città nel corso degli anni: sono normalmente i centri più popolosi ad ottenere più fondi. Dal 2005 al 2013 il budget medio si è attestato intorno ai 64 milioni di euro. Genova nel 2004 ha potuto contare su un budget di circa 35 milioni. Sono generalmente i finanziamenti pubblici a prevalere, da enti nazionali (il 34% in media del totale) o locali (34%), mentre gli interventi dell’Ue incidono solo per il 4% e le sponsorizzazioni per il 15%. I fondi vengono spesi soprattutto per la programmazione, anche artistica, ma una buona percentuale è utilizzata per la macchina organizzativa e in comunicazione e marketing.