Oggi ti parlo delle nuvole che su lungarno Acciaioli
sbirciano gufesche cupole, passanti e statue
Ne fanno boli d’inchiostro noncuranti e tragiche
Un popolo di nuvole, un fiato
volubile di minaccioso pianto
torri, mandrie di uri, un quarto stato di saldatori celesti
un querceto, uno sciame di plancton, drappelli
trafelati di mentite spoglie
Un popolo di fiati, picei, senza scampo, che solo
trovò rifugio nella pietra di guardia alle tombe Medicee,
dove il dolore non duole, e non esiste
entropia nel moto

foto: Markus Hoffman-Florence

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