Anonimi sono gli autori, ma anche i curatori della raccolta: per entrambi, un’anonimia che troverà tempo e modo per essere risolta nell’identità, in un gioco di specchi che vuole comunque esaltare il verso come luogo ultimo della ricerca, in quel “patto segreto” svelato da Pacheco nella relazione tra chi scrive e chi legge.

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