Montale: i limoni splendenti, intravisti
in un cortile d’inverno:
le trombe d’oro della solarità.
Non servono altre parole per l’eros.
Lascialo muto: non cresca la sua lingua.
E non sia cieco: veda, canti e impari con gli occhi.
Non dargli altre parole.
Se lo metti nelle lettere, nei versi, nei sussurri
ad alta notte,
lo dissangui, lo decomponi,
lo imbalsami.
Non abbia voce, e viva
come i limoni ammirati da Montale.

foto: Sabina Oliverio-Homebase

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