A venticinque anni di distanza da quando venne dato alle stampe, la casa editrice LietoColle ha deciso di ripubblicare “Una strana passione per il popolo e altre ipotesi” di Silvio Bordoni, poeta e scrittore noto al pubblico bergamasco, sia per i suoi interventi sul nostro giornale, sia per la sua attività in diverse manifestazioni poetiche sul nostro territorio.
Uno strano destino davvero per questo libro, che si guadagnò subito, nel 1981, il giudizio positivo di Montale pochi mesi prima che la morte lo cogliesse nel settembre dello stesso anno, ma che poi passò quasi inosservato. Fino alla riscoperta di quest’anno, in un clima favorevole alla cosiddetta “poesia civile”,all’interno della quale però il libro di Bordoni mantiene una fisionomia particolare grazie innanzitutto alla passione e all’urgenza di una scrittura che non ha perso nulla della sua efficacia originaria e della freschezza che allora spinse l’autore a comporre di getto il testo, che è pur di considerevole respiro, in sole due settimane.
“Una poesia epica” scrive nella postfazione l’amica Alda Merini”prorompente nell’enfasi illuminata e illuminante ma sempre serenamente sostenuta da un ritmo costantemente compatto ed omogeneo”. E ironica,anche, disincantata a tratti,quando il banale vissuto quotidiano della”rotondità delle abitudini” – “Io ho un cassetto e un balcone straordinariamente/ consueti. E un’infinità di ipotesi” – collide improvvisamente con le esigenze alte dei valori di libertà e verità di cui si vorrebbe fatta la storia di un popolo ideale:”Perchè è chiaro ormai/ che a nessuno di noi fa comodo la vera libertà/ la pura libertà:quella tortura dolce che avevamo in grembo;/ quell’idea esatta e inequivocabile dell’essere/ e del divenire;/ quella follia che se ne va ritta e sola/ per la sua strada/ senza altro addosso che la sua nuda melodia”. Nel “silenzio di tutti quanti gli ideali” il poema lirico di Bordoni scorre febbrile e appassionato a cercare i momenti intatti da conservare tra le generazioni, i punti di salvezza che se non dalla Storia possono essere suggeriti dal ciclo delle stagioni e della Natura, in un canto di un usignolo collocato “come alle soglie della verità”, “a quella breve distanza,/ come i sogni e la loro immancabile estinzione”.
Non è nell’ideologia, ma nella ricerca poetica che l’autore coglie la direzione di un destino che è sempre individuale e collettivo insieme, perchè “nella semplice ampiezza delle braccia sta il nostro destino” e la poesia diventa, come scrive Gabrio Vitali nell’introduzione, “il modo più bello e pregnante che l’umanità ha inventato per non soccombere al già dato”, ” per non essere solo massa indifferente e anonima, solo “gente” incolore e solitaria, ma per essere e sentirsi davvero “popolo”.

“Una strana passione per il popolo e altre ipotesi” di Silvio Bordoni – che verrà presentato in data odierna al “Cafè du livre” di Padova – è una raccolta di testi poetici che in apparenza sembrano scritti in modo colloquiale, nei quali l’autore bergamasco usa spesso l’io e il tu per poi allargare il pensiero fino a un “noi” che accomuna. Il poeta sa infatti di non essere al centro del mondo o, per usare le sue parole introduttive, di”non sedere sull’intera curva della terra, ciò nondimeno vorrebbe esserci.Dentro a un unico popolo. Ma esiste un popolo? – si chiede- al di fuori dei suoi vari assertori, al di là delle infinite ideologie?…E la libertà? Cosa diviene la libertà? E a che serve? Esistere perchè si è nati. Nascere per essere liberi.” Alcuni critici la definiscono poesia sociale, altri poesia politica, è inutile cercare definizioni che riducono a etichette un modo di ragionare in poesia, usando gli stili e le immagini che della poesia sono proprie, per esprimere concetti profondi e difficili da rendere con i vocaboli che il linguaggio ci concede. Sono pensieri e concetti legati agli ideali più alti della vita di noi tutti: verità, speranza, bellezza, amore,tristezza, solitudine, coscienza, libertà, giustizia, democrazia, il sacrificio e il sangue versato da chi ci ha preceduti nella Storia, il tempo che passa e la vecchiaia, il destino e la morte, il senso della vita. Grandi interrogativi che l’autore ripropone e riporta alla memoria di tutti, e, formulando le sue ipotesi nelle tre sezioni che compongono il libro, ricolloca l’uomo al centro delle sue riflessioni,ha bisogno di portarlo dentro un corpo collettivo che non sia la massa stritolata dal conformismo, ma una folla, un popolo di cui ogni individuo sia parte essenziale. Così si spiega il titolo “Una strana passione per il popolo e altre ipotesi”.
Maurizia Rossella
da “il mattino” di Padova

 

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