E questo vento che così trasmigra
e addossa lamenti, fiuta le strade
c’impedì un ultimo abbraccio.
Venne strappato da noi
l’ultimo bacio, l’arsura del petto.
Dalla ferita aperta degli occhi
entrò ad abitarci la notte.
Da allora non conosco patire
quell’unico tormento
non possa eguagliare:
– interminabile, sovrano –
giacché gli uni si infrangono
nello specchio ferito dell’altro.
Oh! Perdona, cuore malato
tutto ciò che hai perduto.
Resuscita la tua fame segreta
e dal crepuscolo insonne
dell’orizzonte dipana l’empia
sostanza innamorata.

foto: Nicola De Maria-Nel regno dei fiori musicali

[button link=”http://www.lietocolle.com/cms/?page_id=4631″ color=”orange” size=”small” target=”_self” animation_type=”0″ animation_direction=”down” animation_speed=””]ARCHIVIO[/button]