Una lunga giacca una sciarpa un cappello
spiovente passo distaccato
dalle cose terrene
le mani infilate in tasca:
questa l’immagine di un moderno e trasognato
Antinoo veduto aggirarsi sotto i portici
di villa Casali a Roma.
Pioggia battente e le foglie dei platani
cantano con il rumore
antico del giallo che invecchia
con la sapienza del manto eterno dove
le statue degli efebi sostano annoiati da millenni
e il passo fuggitivo degli improvvidi ladri.
Lo si vede trattenersi nelle vie del centro
attraverso piazze e monumenti
accendersi una sigaretta controvento
gettare laconico il cerino
e quando le ombre del fiume nel flusso delle voci
annegano allora il suo volto etereo e sospeso
– corteggiato in ogni lineamento –
e le membra diafane e non corrose
irradiano splendente forza intorno.
Quando si toglie il cappello
– solitario pur nella beltà dei vent’anni –
e china la testa in quel modo
assorto in un sentimento di pena lontano
venti gelidi gli accarezzano febbricitanti la nuca
le sue labbra pronunciano la sola parola.

foto: Nicola De Maria-Festa nella camera della testa

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