Lo specchio e il fiume in piena, questa mattina,
chiamandosi attraversavano la camera,
due luci che si trovano e si uniscono nel buio
dei mobili della camera dissigillata.

E noi eravamo due paesi di sonno
comunicanti con gradini di pietra.
Imperturbata vi si perdeva l’acqua di un sogno
sempre riformantesi, sempre sbriciolato.

Dormiva la mano pura presso la mano inquieta.
Un corpo a volte in quel sonno appena si muoveva.
E lontano, sull’acqua più nera di una lavagna,
la veste rossa irraggiando dormiva.

foto: Massimiliano Callari-Tu sei lei 2

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