La felicità di chi legge sta nel trovare in pagine sconosciute ciò che rende più ricco il momento della lettura

 

La felicità di chi legge sta nel trovare in pagine sconosciute ciò che rende più ricco il momento della lettura. Come una piacevole e inaspettata scoperta lo scrittore ci porta altrove. Eccoci dinnanzi a una finestra aperta, su cortili periferici, sentieri nascosti o deserti sconfinati. Così, “Salto mortale” (LietoColle, pp. 78). In 60 liriche l’autrice, Candelaria Romero, esprime ora un arco di tempo sospeso in attesa di un finale, ora una simmetrica dimensione circoscritta e dolorosa, tutto all’insegna di un impegno civile. “Avrei bisogno di una distanza / tra i vuoti e pieni della mia infanzia / scindere e separare / dall’antica ferita / il tuo sangue frizzante. / Avrei bisogno di una distanza / tra i miei boschi fitti e la tua pianura / tra i miei fossati e i tuoi campi aperti. / Questi miei rovi non ti appartengono / (nemmeno l’esilio, le bombe o l’oscurità). Avrei bisogno di una distanza / per lasciar nascere il tuo urlo afono / che punge in fondo al corpo / il sudore acre / e liberarti da me. / Avrei bisogno di una distanza / per lasciarti sfuggire nello sterrato / tra i campi gialli e il cielo blu svedese / dove in fondo al molo / si arriva sempre al mare”.
rita caramma