Anche quando la luna si nasconde
e il poema delle stelle di Manilio
resta quello che è, un aggancio in biblioteca,
si diffonde un lago giallo nel parco,
e un regime di brezza di giustizia
prende corpo e nutrimento
dal tuo essere niente, così assolutizzante,
o non voler essere niente, per debito di bellezza.

Ma come puoi vederlo mentre hai trasformato
la dolcezza in non esserci, e non ami
la nudità sfolgorante dei corpi,
per evitare la tua stessa povertà
raccontata da una ninfa della televisione,
e per lei ti disprezzi come un mostro senza orecchie
per non sentire il suo richiamo di sesso e di mistero.

E pensi a quella notte tra tuo padre e tua madre,
pensi di essere nato per errore.
Cerchi come un barbone nella squadra
qualcosa di solo tuo come una casa
in un’altra città, per cominciare da zero
la ricerca di parole fortunate
e i fantasmi del passato li annulli come tuoi.

Ma intanto vivi nella trasparenza
tra le costellazioni del mondo a colori,
e solo perché ti costringi a tutto questo
ti riduci come un cane scarlatto,
fotografato dalla luna mentre abbaia a un furgone,
mentre tra poco troverà un amore a pelo corto
come si trova un meteorite, casualmente.

 foto: Zhana Topchieva-Is there anybody out there

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